La premiazione di Costa (foto E.Castoria)
RISULTATI
Quarti di finale (ven. 7)
Udine-CLV Limonta COSTA 54-71
MANTOVAgricoltura-Empoli 55-77
S.G. Valdarno-Matelica 66-42
Repower SANGA Milano-Roseto 66-69
Semifinali (sab. 8)
Valdarno-Empoli 64-75
COSTA-Roseto 58-52
Finale (dom. 9)
COSTA-Empoli 74-75
Toffali sfrutta un blocco di Tibè nella sconfitta con Roseto (foto E.Castoria)
Poteva andare meglio? Sì, anche se la Lombardia è arrivata a un millimetro dal portare a casa il trofeo con Costa. Una Coppa Italia di A2 con più spine che rose per le “nostre”, nel complesso: pesa l'uscita immediata di Sanga e Mantova.
- Milano, dopo la finale del 2023, e soprattutto dopo 10 vittorie nelle 11 partite di campionato che hanno preceduto l'evento, arrivava alla Final Eight con aspettative maggiori.
Sfortuna e demeriti si sono sommati per far sfumare tutto al primo ostacolo: sfortuna nella designazione dell'avversaria Roseto come società organizzatrice, aumentando la difficoltà della partita; così come la sorte ha inciso negli episodi sia all'inizio (infortunio a Moroni, poi rientrata, ma non al meglio, il che si è sentito doppiamente in assenza dell'altra play Merisio) sia nella girandola finale che ha visto le abruzzesi esaltarsi soprattutto con la giovane Lucantoni in veste di "killer".
Però anche demeriti perché la miglior Repower avrebbe saputo chiudere prima la partita, sfruttando una supremazia che a tratti emergeva ma senza la continuità necessaria, oppure l'avrebbe risolta comunque in volata (dove partiva da +5 a 4' dalla fine), mentre ha commesso errori inattesi per giocatrici di quella classe ed esperienza.
E a proposito delle ragazze di Pinotti: fra chi ha iniziato bene ma poi si è spenta, chi si è sbloccata tardi, chi è stata "così così" per tutta la partita, non c'è stata una prestazione individuale sopra le righe nell'arco dei 40 minuti.
- Meno da analizzare su Mantova, che al suo debutto assoluto nella competizione ha incrociato le armi con la futura vincitrice Empoli, alla prova dei fatti la squadra più "performante" di questa edizione. La sconfitta è stata nitida (22 punti di scarto) e senza rimpianti legati a episodi: le toscane sono state superiori.
Peccato però che si sia spenta di colpo la luce con quel parziale di 0-18 da metà 3° quarto, proprio nel momento in cui Orazzo (la migliore delle sue) e compagne avevano rimontato il gap iniziale fino a mettere la testa avanti.
Fietta e Llorente nella sconfitta di Mantova con Empoli (foto E.Castoria)
- Ed eccoci a Costa. Che ha vinto bene con Udine all'esordio: vero che la squadra friulana ha perso varie giocatrici rispetto a quando ha capeggiato l'andata nel suo girone, però la CLV-Limonta ha controllato la partita fin dal 2° quarto con autorità.
Più complessa la semifinale con Roseto, che sarebbe potuta finire male com'è successo al Sanga, con le abruzzesi che sembravano avere tutta l'inerzia (e la spinta del pubblico) dalla loro parte dopo aver rimontato, ma la differenza l'ha fatta quell'entrata di Osazuwa che ha riportato avanti le Pantere, invertendo definitivamente la freccia della partita (7-0 negli ultimi 45 secondi).
In finale cos’è mancato? Quello che era riuscito la sera prima, e cioè giocare meglio dell’avversaria i palloni decisivi. Stavolta il parziale di 0-7 nel momento cruciale, Costa lo ha incassato (da +3 a meno 4 con 1’30” da giocare), e non è più riuscita a riprendere per i capelli la partita.
In finale cos’è mancato? Quello che era riuscito la sera prima, e cioè giocare meglio dell’avversaria i palloni decisivi. Stavolta il parziale di 0-7 nel momento cruciale, Costa lo ha incassato (da +3 a meno 4 con 1’30” da giocare), e non è più riuscita a riprendere per i capelli la partita.
In precedenza, le Pantere hanno dovuto inseguire a lungo, per via di troppi errori da sotto e una difesa che ha concesso 41 punti nei primi 20’. Ma nella ripresa avevano recuperato tutto, in un’altalena clamorosa fra parziali a favore e contro, che ha confermato come la squadra di Andreoli, nei momenti in cui si accende, tra energia, fisicità, pericolosità in tutti i ruoli, da sotto e da fuori, possieda davvero un “pacchetto completo” che potrà far valere nei playoff contro chiunque.
Osazuwa la migliore, costante su alti livelli nell’arco delle tre serate: una conferma di quanto stava dimostrando già in campionato.
- E fa un effetto dolce-amaro per Costa essere battuta da uno dei suoi prodotti più genuini, quella Silvia Colognesi che è stata fra le colonne della “generazione d’oro” del vivaio masnaghese nella seconda metà dello scorso decennio, e che ha coronato in questa Final Eight la sua ascesa fra le giocatrici-top della categoria, giocando da vera mvp della manifestazione (anche se il premio ufficiale è andato alla compagna Ianezic): 20 punti e 9 rimbalzi nei quarti, 24+12 in semifinale (con 5/6 da 3 nei primi 20’), 14+9 in finale. Uno spicchio di Lombardia nel trionfo di Empoli.
Colognesi è il sorriso finale per la Lombardia



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