Carugate-Usmate, la sfida che avremmo voluto vedere in semifinale nazionale
dove invece nessuna delle due è arrivata (foto D. Dianese)
- Per il precedente "recap" dopo la prima fase vedi qui
QUARTI DI FINALE
AS Medical Usmate-S. Raffaele Roma 50-53
Marghera-Basket Roma 48-50
BlackIron Carugate-Cavezzo 49-59
Frascati-Fasano 71-53
SEMIFINALI
S. Raffaele Roma-Cavezzo 60-70
Basket Roma-Frascati 43-58
SPAREGGIO PROMOZIONE
S. Raffaele Roma-Basket Roma 63-46
Cavezzo, Frascati e S. Raffaele promosse in A2
- Peccato finire così. Il sogno era un derbissimo lombardo in semifinale, con la promozione in A2 per la vincente e una seconda chance in finale 3° posto per la perdente. E' andato tutto storto, con l'uscita di scena per Carugate e Usmate a mani vuote dal "Final Event" nazionale di Codroipo e Latisana, dopo aver chiuso imbattute la prima fase, alimentando quindi legittime speranze di arrivare in fondo.
I quarti di finale erano il turno-chiave, l'unico senza appello in questa formula-maratona: nei gironi passavano le prime due e quindi si poteva perdere una partita; le due battute in semifinale hanno la finale 3° posto per rifarsi. Chi cadeva nella trappola dei quarti, invece, era fuori e basta. E così è stato per la BlackIron di Stibiel e l'AS Medical di De Sena.
Fra le giocatrici lombarde nelle altre squadre, festeggiano Ilaria Bernardoni e Giulia Togliani, promosse con Cavezzo, mentre è uscita di scena nei quarti Valentina Resemini con Marghera.
- Coach Paolo Fassina, hai assistito dal vivo alla giornata dei quarti di finale. Ti ha sorpreso l'eliminazione di Carugate e Usmate?
"Per me non deve sorprendere. Il pronostico vedeva alla pari Cavezzo e Carugate mentre nettamente favorita Usmate. Ma chi ha assistito ai match deve riconoscere che il passaggio alle semifinali di San Raffaele e Cavezzo è stato ampiamente meritato".
- Però le "nostre" venivano entrambe da un 3 su 3 nella prima fase. Che cosa non ha funzionato nel momento più importante della settimana, oltre alla sfortuna che ha avuto Carugate nel trovare nei quarti un top-team come Cavezzo e quella di Usmate nel perdere De Gianni a un minuto dalla fine?
"Con l'incognita delle partite ravvicinate è stato evidente che la tenuta fisica e mentale delle due lombarde è stata insufficiente ma la differenza l'hanno fatta determinazione e lucidità nei momenti clou e in questo sia Carugate che Usmate hanno mostrato evidenti lacune ed in tal senso il linguaggio del corpo delle giocatrici in campo e in panchina era un manifesto di arrendevolezza.
Fin qui gli elementi in comune. Poi vanno fatti alcuni distinguo tra le rispettive prestazioni. Carugate ha subito la solidità dell'impianto difensivo di Cavezzo ed ha avute troppe ombre in fase d'attacco non riuscendo ad innescare con continuità né le esterne né a coinvolgere quelle interne. Si potrebbe dire che era una finale anticipata e per la qualità del gioco espresso in parte è stato così, ma in partita secca l'approccio e la determinazione sono state maggiore per le ragazze di coach Piatti.
Per Usmate le sensazioni sono di avere visto una squadra sottotono e con gerarchie poco chiare. Tabellini e minutaggio individuale testimoniano chiaramente la giornata-no di alcune giocatrici, ma forse soluzioni ed impieghi meglio distribuiti potevano dare migliori riscontri".
- Stiamo parlando dopo le semifinali, in cui alcune individualità, come del resto nei giorni precedenti, hanno fatto la differenza: vedi Tassinari per Cavezzo, Toyounon per Frascati, oppure Prosperi del S. Raffaele contro Usmate... Questo per dire: alle nostre è mancata una giocatrice-leader in grado di trascinare le altre?
"Sicuramente avere le tre che hai citato è stato importante per chi ne ha potuto disporre ma la pallacanestro è un gioco di squadra e in queste finali le avversarie lo sono state di più rispetto alle nostre portacolori".
- Fermo restando che la sostanza è identica per entrambe, cioè la mancata promozione, chi può avere più rimpianti? Carugate o Usmate?
"A mio giudizio coach Stibiel ha poco da recriminare mentre coach De Sena molto di più, e forse questo è lo specchio della stagione appena finita. Ma devo aggiungere una cosa: tante sono le critiche da campo e... da tastiera che si possono muovere, però le sconfitte, anche amarissime, possono essere fonte di crescita; e distinguere con pazienza ed autocritica quelle da affrontare con decisione possono portare ad intraprendere un percorso fecondo nel prossimo futuro".
- Un'ultima domanda sulla formula di queste nuove finali di B. Nell'analisi dopo la prima fase avevi dato un giudizio provvisorio; ora che si è arrivati in fondo, qual è il tuo parere definitivo?
"Troppe partite concentrate in una sola settimana e livello tecnico che, come prevedibile, si è andato affievolendo. Riscontro di pubblico molto basso: pochissimi (sulle dita di due mani al massimo) addetti ai lavori e pochissimo seguito di tifoserie. Sicuramente da rivedere".
FemBasket ringrazia coach Fassina per le sue analisi sul campionato di B in questi 9 mesi di stagione; e ringrazia i lettori per la particolare attenzione che hanno dato a questa categoria.


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